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Candida è un comune italiano di 1.157 abitanti della provincia di Avellino in Campania. Geografia fisica La storia All’epoca dell’impero romano, il territorio ricadeva nella Civitas Abellini, iscritto alla tribù Galeria. Con la dissoluzione dell’impero romano e l’invasione dei barbari, il territorio irpino fu conquistato e devastato prima da Belisario, nel 536, e poi da Totila, nel 543; infine l’antico toutiks Hirpinus fu definitivamente sottomesso ai Bizantini. Nel periodo longobardo, la prima notizia storica documentata di Candida risale al 1045, quando rientrava come casale nella contea di Avellino sotto il dominio dei conti Adelferio e Giovanni. In un documento rogato dal notaio Tasselgardo nel Castello di Serra, sotto i principi longobardi di Benevento Pandolfo III e suo figlio Landolfo VI, una nobildonna, Domnanda figlia di Giovanni Menao, dichiara di possedere delle terre …Super ribus de Candida[7]. Di appena venti anni dopo, il 1065, è un altro documento di un tal Grimoaldo rogato nel Castello di Candida, dove si parla di terre … Super ribus qui dicitur Cauda[8], verosimilmente la zona oggi nota col nome Auri derivazione dal termine tedesco Wald, cioè bosco. Le prime notizie documentabili del castello di Candida e del suo signore risalgono a metà del 1100. Il Catalogus Baronum, compilato tra il 1150 e il 1168 a seguito del censimento, ordinato da Ruggero II di Sicilia, dei feudi e dei feudatari del Regno, attesta che feudatario di Candida e Lapio con Arianiello era Alduino Filangieri di Candida figlio di Ruggero figlio di Oldoino delle genti Lortomanne, ovvero Normanne[9]. A causa di un duro scontro con il cancelliere, Alduino perse i feudi che furono incamerati nel demanio; nel 1186 Guido de Serpico ebbe in concessione il feudo di Lapio e Arianiello, mentre il castello di Candida fu venduto a Rogerio, fratello di Guido e figli di Trogisio de Scapito, feudatario di Trogisio de Cripta di Serpico. Candida est feudum ij militum, Lapigia et arcanellum feudum ij militum… hoc tenet Guidus et Rogerius frater eius qui emerunt illud a Curia… Rogerius emit Candidam, et non emerunt nisi solum quod Alduynus de Candida tenebat in Demanio[10]. l'ingresso al castello di Candida, sec. xiiNel suo volume Bernardo di Candida Gonzaga[12] scrive che molte antiche et honorate memorie di que' della Candida sono riportate nel mortuale della Chiesa di S. Spirito di Benevento. In questo registro delle personalità defunte e lì sepolte, si fa menzione di Finizia, moglie del Giudice Pietro della Candida, giudice assessore presso lo straticò di Salerno[13], di Giordano e di Giacomo della Candida, di Caropresa, moglie del giudice Gregorio della Candida e di Anibale della Candida morto nel 1281. Giordano Filangieri, nato tra il 1195 e il 1200 dal feudatario di Nocera Giordano e da Oranpiasa, nominato imperialis marescalcus[14], come si legge in un privilegio emesso nel marzo del 1232 da Federico II di Svevia a favore dei Veneziani, sposò nel 1234 la sorella di Alduino de Candida, il quale nel testamento redatto a Foggia nel novembre dello stesso anno gli concesse i feudi di Candida e Lapio[15]. Tali feudi avrebbero costituito il nucleo dei possedimenti irpini della famiglia Filangieri. Alla morte di Giordano, il feudo di Candida toccò in eredità al figlio Aldoino, dal quale prese nome il ramo Alduino de Candida accrebbe il suo patrimonio ricevendo i feudi di Solofra e di Abriola. Alcuni documenti dei Registri Angioni attestano e avvalorano l'idea che Candida godeva, oltreché di buon prestigio, anche di un'elevata floridezza e vivacità economica e civile. Infatti, in alcune carte si concede all'università di tenere fiere in occasioni di particolari ricorrenze. Nel giugno del 1277, ad esempio, si dà ordine all'università di Candida di non indire alcuna fiera, pena il pagamento di una multa di 100 once. Mentre con un documento del 7 aprile del 1296 si concede, a seguito della richiesta di Riccardo Filangieri, … in quella terra di tenere una fiera nella festa di S. Angelo, vale a dire la festa di S. Michele Arcangelo, l'8 maggio[16]. la torre quadrata del castello Filangieri a Candida, sec. xiiCiò favorì lo sviluppo demografico ed edilizio del borgo nonché una forte espansione economica soprattutto con la lavorazione del ferro, essenzialmente chiodi. Ancora oggi gli abitanti di Candida sono chiamati ‘i chiovaruli da Canneta (i chiodaroli di Candida). Il prestigio della casata dei Filangieri e la floridezza della baronia spinsero Filippo a sostenere un incremento edilizio che meglio esprimesse le magnificenze della sua signoria. Nel 1366 finanziò la costruzione di un importante complesso monastico, affidato ai frati agostiniani, composto da un convento e dalla chiesa della SS. Trinità. La chiesa, in stile gotico, divenne la cappella gentilizia della famiglia Filangieri, raccogliendo le spoglie dello stesso Filippo morto il 15 febbraio 1372. La decisione di Giovanna II d'Angiò di sottrarre la contea di Avellino ai Filangieri in favore di Sergianni Caracciolo, favorito della regina, indusse il barone di Candida Filippo, detto ’o prevete, nipote del fondatore della Baronia, a prendere le armi per risolvere la controversia. Nel 1426, Filippo a capo di una truppa composta da 500 soldati assediò e assaltò il castello di Montemiletto. L’azione rapida e ben congegnata gli permise di occupare il fortino e trarre prigioniero il fratello di Sergianni. Questi, a capo di un distaccamento militare inviato dalla regina, pose d’assedio la terra di Candida. Filippo, per far recedere le milizie dalle posizioni assunte, appiccò il fuoco ad alcune case, ma i suoi soldati, a causa del forte vento, non furono in grado di controllare le fiamme. Il fuoco bruciò gran parte del paese e fece morire carbonizzati molti uomini, donne e bambini distruggendo molte case con i loro beni[17]; ciò portò alla devastazione del borgo fino a lambire lo stesso castello. Filippo Filangieri fu costretto, perciò, alla resa senza condizioni. Nel 1513 Maria de Cardona divenne la nuova baronessa di Candida. Donna di grande cultura e di molta pietà cristiana, la marchesa de Cardona fece restaurare la chiesa agostiniana e si impegnò per la costruzione di una nuova …ecclesia intitulata Santa Maria Maggiore con titulo de arceprevetarato…[19], chiesa che sostituisse quella stretta e scomoda situata a ridosso della torre campanaria, …parimenti antica e di male architettata costruzione…[3]. Fonte: wikipedia.it |










