Comune di Giungano
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Durante il Medio Evo il paese assunse una notevole importanza e, dopo Capaccio, vide affermarsi un potere religioso e feudale di tutto rispetto, tanto che il suo territorio arrivò a raggiungere il mare.I duchi di Giungano, i più famosi furono quelli della famiglia Garofalo, furono potenti e temuti. Esercitarono un potere assoluto e fecero largo uso dello "ius primae noctis".

La loro presenza è testimoniata dall'importante palazzo ducale, ancora abbastanza integro nella sua struttura originale. Anche la presenza religiosa fu cospicua e pare che lì, dove fino a poco tempo fa sorgeva il vecchio cimitero, vi fosse un antico convento, forse benedettino. Le testimonianze sono tuttavia scarse e le poche che ci erano giunte, come la chiesetta, sono state oggetto di scorribande di vandali i quali presto hanno travolto anche la memoria visibile del passato. 

Nel periodo borbonico Giungano vide la presenza delle carceri, anche perché diede un notevole contributo di sangue per la lotta contro la tracotanza dei dominatori, per i moti del Cilento e per il Risorgimento.Dal seicento in poi erano sorte varie abitazioni nobiliari munite di splendidi portali di pietra calcarea, tuttora ben conservati, pur se alcuni proprietari hanno seguito la scellerata moda di modificarne la struttura.

Bellissimi sono i portali del restaurato palazzo Picilli e del palazzo Stromilli.Il casale fu possedimento di vari feudatari, tra cui i Doria che lo tennero fino al 1806. Marcantonio Doria, assieme a suo figlio Giovan Carlo, eredità i titoli di principe di Angri, duca di Eboli e conte di Capaccio con Logo piccolo, Convingenti, Giungano e Cripta. Il figlio di Giovan Carlo si chiamava Marcantonio, che a sua volta ebbe un figlio di nome Giovan Carlo.

Quest'ultimo acquistò da Eustacchio Ancione il territorio di Scigliati, che passò a Marcantonio. Francesco sposò Giulia Caracciolo, dalla quale ebbe Marcantonio, che sposò Laura Marulli, dalla quale ebbe Francesco. Questo fortunato ebbe diritto ai titoli di principe di Angri, duca di Eboli e conte di Capaccio, quindi patrizio di Napoli e Genova, principe di Centola e marchese di Pisciotta e dei predicati di Montella, Giungano, S. Serio e Molpa.
Probabilmente ai Doria apparteneva anche Castinatelli.



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